F. Daverio
UN ISTITUTO NATO SUBITO DOPO L’UNITA’ D’ITALIA
A cura del Prof. Franco Bai
“Nato con l’Italia”. Così abbiamo intitolato il volume, pubblicato nel 2000, che ricostruisce i quasi 140 anni di storia del nostro Istituto: una scuola veramente nata in contemporanea con l’unità nazionale, in un’atmosfera di entusiasmi patriottici, ma anche di grande attenzione ai bisogni concreti di una società e di un’economia in evoluzione. L’ Istituto Tecnico, Sezione Commerciale – Amministrativa, si apre a Varese, per iniziativa dell’ Amministrazione Civica, il 9 dicembre 1862. La sede fu il “Palazzo delle Scuole” di recente costruzione nella Piazza San Martino.
presto ridedicata ai Cacciatori delle Alpi (ove ora sorge il Palazzo di Giustizia). Nei quarant’anni dell’ “Italietta” umbertina l’Istituto, lentamente ma sicuramente, mette radici salde nell’ambiente sociale cittadino, ottenendo nel 1901 il pareggiamento alle scuole “governative”; intanto, nel 1887, il Consiglio Comunale ne aveva deliberato l’intitolazione all’ eroe garibaldino Francesco Daverio. Tra i docenti illustri di questi decenni ricorderemo lo storico Luigi Borri
noto a tutti i varesini almeno per ragioni di viabilità…): le sue rigorose edizioni annotate di materiali e testimonianze di storia locale, a partire dai “Documenti Varesini” pubblicati nel 1891 (opera tuttora fondamentale, e infatti recentemente ristampata), ne fanno il patriarca della storiografia cittadina di livello scientifico. Il 1915 è cruciale per il Paese, con l’entrata in guerra, ma anche in particolare per l’Istituto: se ne decreta la statalizzazione (“regificazione”), e si avvia il trasferimento in una nuova sede, affacciata sull’attuale Via Rainoldi.
Superati l’emergenza bellica e il dopoguerra tempestoso, si entra nel ventennio fascista e nell’ordinamento scolastico gentiliano: a partire dal 1923-24 anche il “Daverio” inizia a “produrre ragionieri attraverso una “gestazione” lunga ben otto anni! La vita nell’ Istituto negli “anni del consenso” è ben dipinta (non senza tocchi retorico-ingenui) nella preziosa serie degli “Annuari”. Tra le figure eminenti del periodo ricordiamo i Presidi: Guido Vitali, grande latinista presto passato a Milano a guidare il prestigioso Liceo Parini, Ulrico Martinelli, storico, e Sebastiano Mineo, poeta e attivissimo organizzatore di iniziative culturali cittadine; tra gli Insegnanti, il grande geografo Giuseppe Nangeroni, passato poi a Milano all’Università Cattolica, dalla produzione scientifica sterminata (e di qualche “pezzo” si fece editore l’Istituto stesso),
tra cui testi scolastici esemplari e “di lunga durata”. I Ragionieri “sfornati” dall’ Istituto in questi decenni hanno costituito una fascia consistente e fondamentale (di professionisti, amministratori, dirigenti e quadri di banche e aziende, imprenditori e commercianti, impiegati e lavoratori) della popolazione attiva (molto attiva) di città e provincia; ma vogliamo ricordare anche un alunno che invece ha raggiunto una fama internazionale in tutt’altri campi: il sociologo, educatore, poeta e “profeta” Danilo Dolci. L’Istituto era intanto passato ad occupare (dal 1930) parte del fabbricato comunale della “Quiete”
verso Casbeno (dove ora è collocata la Media “Dante Alighieri”). Di qui, superata la nuova bufera bellica, in particolare il tragico biennio 1943-45 che lo vide “gonfiarsi” spropositatamente per l’afflusso, specie da Milano, dei tanti “sfollati”, si è di nuovo trasferito, nel 1958, nella per ora definitiva sede di Viale XXV Aprile – Via Bertolone.

















